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4 indicatori da considerare in un business

indicatori di business

 

Ecco 4 indicatori importanti da considerare in un’impresa. Sia che si voglia far crescere il business sia che si voglia investire o partecipare ad un’impresa, questi 4 indicatori sono tra i più importanti da monitorare e migliorare.

 

Margini di profitto

 

I margini di profitto sono essenziali per qualsiasi impresa. Sono l’indicatore principale per capire se l’attività sopravvivrà, crescerà o affonderà. Infatti con margini di profitto bassi si è molto più sensibili alle quantità da vendere e in caso anche di una leggera flessione si può andare in perdita.
Per influire su questo indicatore ci sono veramente molti modi. Si può intervenire sul fronte dei costi con ottimizzazioni, outsourcing, eliminare passaggi o costi superflui, aumentare la produttività ecc.
Anche il mercato in cui si opera influisce. Ci sono mercati denotati da un alto grado di concorrenza in cui i prodotti hanno meno margine di guadagno. Invece altri, che si possono chiamare oceani blu, caratterizzati da meno concorrenza, si ha più margine sul prezzo. Diciamo che si può agire su vari fronti e bisogna farlo con strategie dedicate per ogni ambito. Sui costi, sulle ottimizzazioni, sui prodotti/servizi e sul mercato di riferimento.

 

Spese generali e amministrative

 

Sicuramente correlato al primo influisce in maniera diretta sul margine di profitto. Questa voce raccoglie tutte le spese correnti che non fanno parte della produzione vera e propria dei beni venduti. Ad esempio salari e stipendi, spese di pubblicità, consulenze, spese di viaggio, spese legali, affitti ecc. Grosse spese generali e amministrative possono influire pesantemente sull’utile netto. Meno incidono sul profitto lordo (Ricavi di vendita – Costo del venduto = Profitto lordo) e più è un indice di efficienza della società. Una struttura più leggera rende anche meno vulnerabile l’impresa dalle oscillazioni del mercato e quindi dei ricavi.

 

Tasso di fidelizzazione del cliente

 

La fidelizzazione del cliente è molto importante, cioè fare in modo che il cliente ritorni. La maggior parte delle aziende non può sopravvivere con clienti “una tantum”. Hanno bisogno di trattenere i clienti che tornano regolarmente per beni e servizi. Un’azienda con un alto tasso di fidelizzazione dei clienti indica un prodotto di qualità e un supporto efficace che soddisfa i clienti. D’altro canto un basso tasso di fidelizzazione potrebbe indicare la necessità di dare un’occhiata più da vicino alla linea di prodotti e/o ai servizi di supporto offerti prima e dopo la vendita. Cioè un ottima assistenza al cliente. Un cliente soddisfatto potrebbe ritornare (e questo è l’obiettivo), ma uno insoddisfatto probabilmente non tornerà mai.

 

Costo di acquisizione di un cliente

 

Il costo dell’acquisizione dei clienti è la quantità di denaro che spendi in pubblicità e marketing per acquisire un cliente. Questo numero indica l’efficienza degli sforzi di marketing e viene calcolato dividendo i costi totali di acquisizione per il numero di nuovi clienti in un determinato periodo. I costi variano a seconda del settore. Un rivenditore potrebbe spendere €10 per acquisire un nuovo cliente, mentre un’azienda di servizi finanziari potrebbe spendere fino a €200. Studiare il settore potrà permetterti di capire se in relazione al fatturato stai spendendo troppo per acquisire un nuovo cliente. Un’altra via essenziale è quella di spostarsi sul marketing low-cost, rappresentato dai canali web: sito internet, pubblicità a pagamento mirata (SEM), presenza sui social network, comunicazione via mobile, video ecc.

 

 

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